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Filo n. 52: il sapore della sostenibilità

Filo n. 52: il sapore della sostenibilità

La sostenibilità ha molte facce. Può essere la scelta di adottare processi produttivi che minimizzano l’impatto sull’ambiente e che rendono migliori le condizioni di lavoro. Oppure si può ritrovarla nella decisione di seguire una antica tradizione di lavorazione e un legame con il territorio che significa in primo luogo conoscenza e rispetto delle sue peculiarità. Comunque sia, la sostenibilità percorre tutta la 52a edizione di Filo (25-26 settembre 2019 al Palazzo delle Stelline di Milano), a partire naturalmente dalle collezioni degli espositori che mai come in questa occasione propongono filati e materiali “sostenibili”. Se ne trova una prova nell’Area Tendenze del Salone, dove le aziende che hanno aderito a FiloFlow, il progetto sostenibilità di Filo, sono immediatamente riconoscibili.

E se le collezioni degli espositori sono una riprova di come dal rispetto del territorio, delle sue tradizioni e della sua cultura nascono prodotti di eccellenza, capaci proprio per queste loro caratteristiche di conquistare i mercati più lontani, gli stessi concetti ispirano l’agire quotidiano delle aziende che affiancano Filo nel garantire l’organizzazione e i servizi messi a disposizione di espositori e visitatori nei due giorni di fiera.

Dal 1947 tradizione e innovazione convivono nel cuore dei prodotti di Botalla Formaggi e si fondono in un’unica anima, dove il nuovo non dimentica il passato, ma al contrario lo protegge, lo rende ancora più perfetto e lo proietta nel futuro. Un esempio in più? Che bio!, il formaggio bio di Botalla, per il quale viene utilizzato esclusivamente latte biologico prodotto da aziende agricole zootecniche piemontesi che allevano razze autoctone. Un sistema di produzione del latte altamente sostenibile, in perfetto equilibrio con l’ambiente e con una produzione foraggiera realizzata attraverso una filiera controllata e certificata.

Pasticceria Massera fonda la sua produzione su lavorazioni antiche e non a caso si definisce orgogliosamente “di tipo artigianale”. Come ai tempi degli inizi, quando il fondatore Luigi Massera sfornava i famosi torcetti per la festa del paese, la lavorazione prevede infatti la scrupolosa esclusione di conservanti e coloranti, un inimitabile amalgama di dosaggio e manipolazione e l’uso di ingredienti esclusivamente naturali: farina, burro e zucchero, ciò che di più semplice e quotidiano la cucina possa offrire all’arte dolciaria. È così che dal 1920 a oggi la Pasticceria Massera è diventata un fiore all’occhiello della produzione dolciaria biellese, ricevendo riconoscimenti prestigiosi, come il Marchio di eccellenza artigiana della Regione Piemonte.

Nei due giorni di Filo non può poi mancare Birra Menabrea. Con più di 170 anni di storia, il celebre marchio ha come punti di forza qualità, tradizione e cultura. Alla base del suo successo ormai internazionale c’è la scelta di utilizzare gli ingredienti della ricetta tradizionale: a partire dalla qualità delle acque delle Alpi biellesi, dalla scelta del luppolo, dal ceppo di lieviti, dal malto. L’azienda è impegnata nella realizzazione di importanti investimenti per assicurare un processo industriale efficiente, rispettoso dei più severi standard qualitativi e di compatibilità ambientale, come già mostra l’innovativo impianto di imbottigliamento. Il birrificio ha un’anima tradizionale che mantiene inalterata la localizzazione della sede, la ricetta originale, l’altissima qualità degli ingredienti. Ma, allo stesso tempo, è una realtà in continua evoluzione volta a costanti perfezionamenti, sotto ogni punto di vista. Per questo è il partner ideale di Filo.

A Filo l’acqua ha un solo nome: Lauretana. Nei suoi cinquanta anni di attività, Lauretana ha saputo ritagliarsi uno spazio distintivo nel panorama internazionale delle acque minerali, scegliendo una logica

imprenditoriale da sempre orientata alla qualità anziché al puro profitto. La sua sorgente si trova sul Monte Rosa, nella zona alpina delle montagne biellesi, in un territorio incontaminato a oltre mille metri di altezza. Per far sì che l’acqua Lauretana arrivi sulle tavole come sgorga dalla fonte, senza alcun trattamento né forzatura, il ciclo produttivo è legato al meteo: nei mesi invernali, quando piove poco e temperature troppo basse corrono il rischio di gelare le acque, i ritmi di produzione rallentano. Le linee di imbottigliamento – completamente rinnovate e di ultima generazione, con sistemi di controllo igienici all’avanguardia – sono quattro: due dedicate alle bottiglie in Pet (polietilene tereftalato, un materiale riciclabile, infrangibile e molto leggero) e due dedicate alle bottiglie in vetro, con la possibilità di gestire il vuoto a rendere, per il mercato nazionale ed europeo, e il vuoto a perdere, per i mercati esteri. L’acqua più leggera d’Europa per valori organolettici accompagna il lavoro negli stand di Filo e negli spazi dedicati ai momenti più conviviali

Ancora una volta, nella 52a edizione di Filo la realizzazione dei due light-lunch e dei buffet per i cocktail che seguono la conferenza stampa e il workshop del 25 settembre è curata da Ramella Banqueting. Le proposte dello chef Ivan Ramella sono una delizia per il palato e uniscono l’attenzione alla tradizione culinaria del territorio biellese con la ricerca di ricette sempre nuove, riuscendo così a coniugare creatività e tradizione nel rispetto della stagionalità e dei prodotti del territorio. Dal 1946, la famiglia Ramella ha fatto della ristorazione di qualità un’arte che racchiude la professionalità, la passione e lo stile dell’ospitalità. Come dimostrano, a fianco dell’attività di banqueting, i vari ristoranti e le iniziative realizzate dalla famiglia Ramella nel Biellese.

Ma non ci sono solo le imprese alimentari di grande gusto e qualità a collaborare con Filo per rendere un successo la 52a edizione.

V2 è un’azienda biellese di abbigliamento, “giovane” per vocazione e per anno di fondazione. Per Filo, V2 ha appositamente disegnato e realizzato le felpe indossate dalle hostess e dagli steward della 52a edizione. Nella elegante semplicità dei capi, bianchi e con il logo di Filo, si riconosce la filosofia dell’azienda, che premia il made in Italy e si affida a lavorazioni accurate. Il lavoro manuale che porta alla realizzazione di ogni capo V2 è infatti un percorso volto a distinguere l’azienda in un mercato pieno di prodotti basati semplicemente su stampe e scritte, spesso banali. Perché, come dicono i fondatori di V2, “il classico si plasma, si rinnova, diventa unico”.

Tutto improntato alla sostenibilità è il contributo dello Scatolificio Biellese. In primo luogo, perché la materia prima delle sue lavorazioni – il cartone – è, in generale, una delle più riciclabili e riutilizzabili. Ma soprattutto perché alla 52a edizione di Filo mette a disposizione i contenitori utilizzati per raccogliere i cordoncini dei badge. I contenitori sono ben visibili, con scritte che attirano immediatamente l’attenzione e sono localizzati all’uscita dello spazio espositivo.

Ultima per citazione, ma certo non ultima per importanza, è la Fondazione Stelline. Il Palazzo delle Stelline è infatti la sede storica di Filo, sempre molto apprezzata da espositori e visitatori per la sua posizione al centro di Milano e per il fascino di una location ricca di luce, arte e di storia. Non a caso, Regione Lombardia e comune di Milano hanno costituito la Fondazione, nel 1986, proprio per tutelare e valorizzare lo storico Palazzo delle Stelline e incoraggiare lo sviluppo culturale, sociale ed economico della Lombardia e di Milano, in un’ottica internazionale.

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