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FILO•SOPHY
Dialoghi Creativi a cura di Gianni Bologna

Filo 62a edizione

INTRODUZIONE

Per parlare oggi di qualcosa che abbia a che fare con l’estetica in senso lato dobbiamo parlare della tendenza dominante e della filosofia del “IN-BETWEEN”, del  “TRA”, dobbiamo riferici ad un indispensabile sforzo di mediazione che da un lato sottolinea LE DISTANZE e dall’altro UNISCE grazie alla sua caratteristica di essere un territorio intermedio dai confini condivisi.

Dobbiamo dunque prendere in considerazione il rapporto mutato tra ciò che sino a qualche anno fa esisteva tra i concetti di piacevolezza e di ripulsa estetica, tra i canoni dell’accettabile e dell’inaccettabile, tra il passatismo, il presentismo e il futurismo, rivalutare il rapporto tra il dentro e il fuori, tra il qui e il là, tra lo stare e l’andare che non viene più né pensato né rappresentato in termini di contrapposizione radicale ma nella forma di un intermedio che tiene insieme questi termini proprio attraverso l’emergere e il sottolineare della loro distanza.

Le tre parti che compongono le proposte di sviluppo prodotto di FILO possono sembrare particolarmente dissonanti e discontinue ma sono state scientemente raccolte in questa forma per sottolineare la filosofia di base illustrata sopra con la conseguente forma rapsodica delle rappresentazioni  in immagini.

Sempre pensando che le immagini e la loro pletora invasiva sono ormai ciò che potremmo definire una scorciatoia per il mondo circostante e la sua interpretazione, una sorta di grammatica sintetica per la comprensione (ed accettazione) di ciò che viene definito realtà.  O quanto meno per ciò che ci auguriamo e desideriamo che questa sia. E non sempre è.

E tutti  sappiamo che l’incontro più importante che una persona possa fare è quello con i propri desideri.

STREET-TEASE

Non ammicchiamo allo strip tease nel senso di spettacolo osé ma nel senso di spoliazione estetica e contenutistica che il nostro modus vivendi ha operato sulle forme che sino a qualche tempo fa  erano anche portatrici dell’idea di “regole” più o meno condivise e che includevano anche alcuni significati “normativi” dell’estetica in generale.

A molti può sembrare un caotico invadere dell’anarchia delle forme ma si può anche considerare che il disordine un giorno possa diventare, come alcuni sostengono, creativo e che quindi generi nuove prospettive del Gusto.

In questa sede la consideriamo soltanto una rassegna di street wear ovvero l’esibizione spontanea di (micro)pensieri portatori di segni o di sogni con la firma autografa del tempo presente.

WIKI FILO

Per illustrare al meglio un esempio di territorio senza confini definiti, un’area di intermedietà e di “in-between” spazio-temporale e di sovrapposizione FILO sceglie l’esempio attualmente più iconico: Wikipedia.

Enciclopedia a sviluppo orizzontale, neoplastico e anarchico ma che rappresenta comunque una volontà di ricerca e di impegno.

Parimenti questa sezione ci parla di un’estetica autogenerata, di una ricerca non tanto rivolta all’adeguamento a canoni condivisi ma ad una elaborazione personale e più complessa degli standard più diffusi. Forse  autoreferenziale ma con il pregio di puntare ad un più elevato livello di presentazione del sé da parte di chi pratica questo stile.

FILO-LOGICO

Parliamo della compostezza di ispirazioni e della mediazione temporale tra il passato recente e il futuro del gusto, della semplicità che diventa eleganza.

Cio’ che resta nella moda (e in genere nell’estetica) vive CONTRO il Tempo e forse, per quanto possa sembrare assurdo, è (o più verosimilmente era) proprio questa sua caratteristica che ne faceva il “segno” del proprio essere, la scansione della propria epoca, l’icona del periodo storico in cui viveva.

Ora forse non ci resta che sublimare l’attuale mancanza di certi presupposti puntando sulla misura, sulla compostezza, sull’eleganza quasi elementare, scarna di visibilità e di effetti speciali. Un’eleganza che va trovata in se stessi e rielaborata se si desidera rappresentare al meglio non tanto le apparenze che gli abiti possono avere quanto piuttosto l’essenza del pensiero di chi li indossa.

CARTELLE COLORE

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