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Strade

50a edizione

Gallery Proposte di sviluppo prodotto · tema 1

“Via delle Spezie”

Gallery Proposte di sviluppo prodotto · tema 2

“Via della Seta · Andata”

Gallery Proposte di sviluppo prodotto · tema 3

“Via della Seta · Ritorno”

Gallery Proposte di sviluppo prodotto · tema 4

“Route 66 · Chicago”

Gallery Proposte di sviluppo prodotto · tema 5

“Route 66 · Vintage West”

Gallery Proposte di sviluppo prodotto · tema 6

“Route 66 · I Puritani”

Gallery filati

Gallery cartelle colore

Introduzione

A cura di Gianni Bologna

In occasione della 50ma edizione di Filo è parso giusto ricordare quanta strada è stata percorsa da quando più di 25 anni fa è stata fatta questa “scommessa” sul lancio e sulla  riuscita di una manifestazione che aveva un “oggetto” così specifico e delimitato come i filati per tessitura e che ancora non esisteva.

Il percorso è stato lungo e sin dall’inizio abbiamo puntato decisamente sulla qualità dei prodotti italiani, in seguito allargato al meglio dei prodotti di altri Paesi.

Prendendo quindi le mosse dai due punti citati: il PERCORSO EFFETTUATO e la QUALITÀ DEI PRODOTTI  che veniva raccomandato agli Espositori di presentare, ho pensato fosse doveroso dedicare questa edizione delle Proposte di Sviluppo Prodotto a quei lunghi e affascinanti PERCORSI, a quelle STRADE da sempre battute dall’uomo ed entrate nel mito e ad una rinnovata ricerca di una qualche armonia estetica, al concetto del BELLO  e della QUALITÀ che oggi pare sempre meno frequente trovare intorno a noi.

Nelle scorse  stagioni ho quasi sempre lavorato su  quei modi vestimentari che rappresentano una enorme parte del mercato e che ci “travolgono” in ogni dove ed in ogni momento della nostra vita, lo streetwear, l’inversione dei flussi della creatività (o presunta tale) e così via.

Questa volta farò l’esatto contrario.

Per celebrare questa “storica”  50a edizione di Filo ho scelto di dedicare le proposte a  quel concetto di armonia e bellezza che ormai diventa complesso da trattare e rischioso da affrontare date le condizioni del mercato; quella bellezza  che prende ispirazione dal presente e dal passato e che, ormai, siamo in tantissimi ad augurarci di poter rivedere un po’ più diffusa, almeno di quando in quando, sul nostro cammino. Sarà un diversivo volto alla ricerca di una affabulazione evocativa, di un qualcosa di meno incalzante e più disteso.

Ad un pensiero formulato sulla scorta di quanto la vita di ogni giorno ci presenta la cosa può sembrare utopica; il terreno dell’utopia, però, non è sempre sterile visto che esistono alcuni semi che germinano anche in zone aride e portano frutti. Ed, inoltre, forse del tutto utopico non è soprattutto se si considerano le ultime analisi di mercato e delle tendenze di fondo che ci invitano a riflettere su un altro punto che pochi sembrano inquadrare nelle giuste dimensioni: quello della parte di mercato sempre più consistente rappresentata dai consumi dei meno giovani.

Questa fascia “senior” dispone infatti di maggior reddito rispetto alle fasce giovani e giovanissime (tutte orientate quasi esclusivamente ai beni di uso immediato e di basso prezzo) e dispone, altresì, di una scorta esperienziale su prodotti con un’estetica ed una qualità più elaborate. La questione ha molte sfaccettature e potrà, forse, farsi oggetto di una prossima riflessione.

Per il momento non dimentichiamo un punto di forza che è, e deve continuare ad essere, sempre e comunque essenziale: il Prodotto Italiano.

Un Prodotto Italiano non nostalgico ma, come ripetuto più volte, rivolto alla ricerca del Nuovo sulla base della grande sapere artigianale e del gusto per il bello propri di questo Paese.

Parliamo allora di tre itinerari  che ormai appartengono al mito: “LA VIA DELLE SPEZIE” e “LA VIA DELLA SETA”, che sono state fonte di tanti racconti, di storie splendide e fantasiose, soggetti e oggetti d’arte visiva e musicale e che sono parte integrante del DNA del nostro immaginario da molti secoli. E poi  la “ROUTE 66” che da sempre è lo spaccato dell’America per antonomasia, dei suoi usi, costumi e miti che hanno forgiato molta parte del nostro immaginario odierno.

Partiamo alla ricerca di qualcosa che appartiene al mito ma, soprattutto, ci induca a parlare di qualcosa di esteticamente gradevole, qualcosa che ci dia lo spunto per pensare e ricreare una qualche visione attuale di bellezza sulla scorta delle bellezze e delle suggestioni inconfondibili che queste antiche strade davano a chi le percorreva secoli fa e a chi oggi ne ripercorre i cammini.

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