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Un buon 2018 per la filatura

Dopo alcuni anni poco brillanti, nel 2018 il fatturato della filatura italiana (che comprende filati lanieri, cotonieri e linieri) è cresciuto del 3,2%, per un valore di oltre 2,9 miliardi di euro. Anche il mercato estero ha premiato il filato italiano, specie quello laniero e liniero, con esportazioni in crescita del 2,9%. I dati sono stati elaborati dal Centro studi di Confindustria Moda per Smi – Sistema Moda Italia.

Nel 2018, la filatura laniera si conferma il comparto più importante con l’83,3% del fatturato di settore, mentre il filato di cotone copre il 13,9% e il filato liniero il 2,8%. Per i filati lanieri l’aumento del fatturato è stato del +3,9%; la filatura cotoniera ha avuto una flessione del 2,8% e la filatura liniera ha registrato una crescita del 15%, che segue però il calo a due cifre del 2017.

Quanto alle esportazioni, che non registravano un segno “più” dal 2011, nel 2018 le vendite estere di filati di lana pettinata sono salite del 10,5%, i filati di lino del 16% e i filati destinati all’aguglieria del +5,3%. In flessione dello 0,6%, l’export di filati cardati, dell’1,9% quello dei filati di cotone e del 7,6% per i filati misti chimico-lana.

Meno brillante, per la filatura italiana, l’avvio del 2019. Nel primo trimestre l’indice di produzione industriale Istat ha fatto registrare un decremento tendenziale piuttosto accentuato. E anche l’export, da gennaio a marzo 2019, è arretrato del 2,5%.

Biella, 3 luglio 2019

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