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La moda maschile italiana piace molto all’estero

La moda maschile italiana (l’aggregato comprende l’abbigliamento in tessuto, la maglieria esterna, la camiceria, le cravatte e l’abbigliamento in pelle) chiude il 2018 con una crescita del 2,4%. Il fatturato oltrepassa i 9,5 miliardi di euro. I dati sono contenuti in una nota a cura del Centro Studi di Confindustria Moda per Sistema Moda Italia.

Sono le esportazioni a determinare il risultato positivo della moda maschile nel 2018. Sono infatti cresciute del +4,9%, portando il valore totale a quasi 6,4 miliardi di euro (+296 milioni in un anno). L’incidenza dell’export sul fatturato passa così al 67,2%. In calo (- 4,8%) invece le vendite in Italia secondo le rilevazioni Sita Ricerca per conto di Smi.

Per quanto riguarda il 2019, sulla base di prime e provvisorie statistiche Istat (dunque da valutare con cautela), nei primi due mesi dell’anno, l’export di menswear registra un incremento del 7,3% (per un totale di 1237 milioni di euro), mentre l’import cresce del 7% (per un totale di 973 milioni di euro).

In particolare, il fatturato estero risulta sostenuto, ancora una volta, dalla maglieria (+17,9%) e dalla confezione (+4,9%). Crescono le vendite in Germania (+4,1%), Regno Unito (+21,3%), Francia (+7,2%) e Stati Uniti (+17%), nonché verso Hong Kong (+7,8%), Cina (+19,8%) e Giappone (+18,9%).

Biella, 19 giugno 2019

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