
“MADE IN FILO”: LA PAROLA ALLE FILATURE
Le filature sono le protagoniste di “Made in Filo”. Se il punto di partenza – l’ispirazione – sono le proposte sviluppo prodotto di Filo – per Filo64 raccolte in “Vice-Versa” -, nella costruzione di “Made in Filo” è altrettanto significativa l’interpretazione che ne hanno dato i produttori di filati che espongono a Filo. È importante ascoltare la loro voce, qual è il loro giudizio sull’iniziativa e quale risultato si aspettano dalla partecipazione a un progetto unico nel panorama fieristico tessile internazionale. Qui di seguito pubblichiamo la seconda parte delle interviste con le aziende che hanno partecipato al progetto.
Seconda puntata del nostro giro di interviste tra le filature protagoniste del progetto Made in Filo.
Elena Salvaneschi di Iafil Spa – Industria Ambrosiana Filati coglie il fulcro del progetto: “Realizzare la capsule collection Made in Filo con i filati forniti dalle aziende è sicuramente una grande sfida per Filo e per il suo team creativo. Si entra nel campo dello sviluppo prodotto e soprattutto della sua interpretazione. I fili “parlano” così attraverso le tecniche di lavorazione impiegate per realizzare i tessuti. Sicuramente le proposte non saranno le sole possibili per un determinato tipo di filato: saranno però una visione, assolutamente concreta. Rappresenteranno una sorta di ponte tra tendenze e mercato, senza i vincoli dati dal rispondere alle logiche delle vendite. Secondo noi di Iafil, il vero punto di forza del progetto sta nell’essere costruito non solo come forma di espressione artistica, ma anche come test per future produzioni commerciali”.
Sostanzialmente sulla stessa lunghezza d’onda è Linsieme Filati, azienda che ha nei filati di cashmere il suo core business. Spiega Luca Lastrucci: “Nel nostro caso, si parte da un filato di altissima qualità perché la nostra azienda cerca sempre di introdurre idee innovative sostenibili. Così dal designer del progetto “Made in Filo” che utilizza i nostri filati ci attendiamo creazioni capaci di immaginare nuovi sviluppi per far risaltare la preziosità della materia prima, così da offrire nuovi stimoli. In altre parole, ci aspettiamo campioni di tessuto che esaltano le caratteristiche del prodotto, nel nostro caso la leggerezza, la morbidezza”.
Guarda ai fruitori del progetto Luca Betti di Filatura C4 quando afferma: “Made in Filo dà la possibilità ai nostri clienti di vedere cosa si può fare con i nostri prodotti. I nostri sono filati cardati, melange, fantasia, quindi ci aspettiamo che il designer che cura il progetto non ne colga solo gli aspetti tecnici, ma valorizzi anche quelli estetici. Filo è una fiera molto importante e iniziative come Made in Filo avvicinano ancora di più i giovani e i tecnici del settore proprio perché permettono di vedere lo sviluppo del filato”.
Simona Pesaro di Interfil TP, azienda leader nella produzione di filati naturali, artificiali e sintetici sia greggi che tinti, sottolinea la valenza del progetto sotto il profilo della comunicazione: “Un punto di forza di “Made in Filo” è sicuramente la possibilità di mostrare al pubblico attraverso il campione di tessuto cosa si può fare con un nostro filato. Poter testare il campione, toccarlo con mano, permette certamente di apprezzare meglio le caratteristiche della mano e dell’aspetto del filato, vale ancor di più per le performance dei filati per tessuti tecnici. Per quanto riguarda Interfil, il vantaggio è anche dal punto di vista della comunicazione: ad esempio, la risonanza che “Made in Filo” trova sui social è per noi un valore aggiunto”.
Enrico Carboni di SpinAker, che produce filati per tessitura e maglieria orientando la propria offerta sulla creatività, la qualità e il servizio, pensa invece al futuro: “Iniziative come Made in Filo sono molto importanti perché riescono a “parlare” ai giovani, che hanno così modo di vedere una parte della lavorazione dei filati, e dunque ricavarne stimoli e passione per questa professione. Per quanto riguarda i nostri filati, ci aspettiamo che “Made in Filo” esalti la loro qualità e sostenibilità, in particolare quelle dei filati elasticizzati e a effetto tweed”.
È molto ampia la gamma di filati proposti da Monticolor, offerti in varie tipologie e colori, qualitativamente testati e sempre disponibili a magazzino. E allora diventa decisamente stimolante capire come un filato basico possa trasformarsi attraverso la lavorazione. Lo afferma esplicitamente Matteo Lanza: “Made in Filo è per noi di Monticolor particolarmente interessante, perché ci propone una reinterpretazione inedita dei nostri filati, ci permette di vederne l’utilizzo da un punto di vista esterno all’azienda, cogliendone aspetti nuovi e inaspettati. In particolare, suscita la nostra curiosità capire come le lavorazioni espresse da “Made in Filo” riescano a creare tessuti fantasia partendo da filati basici: certamente è un ottimo spunto per i nostri clienti”.
(Continua)
Biella, 27 agosto 2025

