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“MADE IN FILO”: LA PAROLA ALLE FILATURE

Le filature sono le protagoniste di “Made in Filo”. Se il punto di partenza – l’ispirazione – sono le proposte sviluppo prodotto di Filo – per Filo64 raccolte in “Vice-Versa” -, nella costruzione di “Made in Filo” è altrettanto significativa l’interpretazione che ne hanno dato i produttori di filati che espongono a Filo. Vale dunque la pena ascoltare dalla loro viva voce qual è il loro giudizio sull’iniziativa e quale risultato si aspettano dalla partecipazione a un progetto unico nel panorama fieristico tessile internazionale. Qui di seguito pubblichiamo una prima parte delle interviste con le aziende che hanno partecipato al progetto, dando appuntamento ai prossimi numeri della FiloNewsLetter – Speciale Made in Filo per una seconda e terza parte.

Iniziamo il nostro giro di opinioni con un’azienda che a “Made in Filo” ha contribuito con un filato molto particolare: Albini Yarns. L’azienda di Albini Group ha infatti fornito un materiale che ingloba in sé ricerca d’avanguardia e sostenibilità: si tratta di un filato composto per il 25% di fibra d’alga e per il 75% di cotone organico. Spiega Andrea Brembilla: “Siamo molto curiosi di vedere come Made in Filo interpreterà il nostro SeaCell, che è una fibra altamente versatile, adatta a tessuti e capi di ogni tipo e in grado di combinarsi con diversi filati per creare tessuti unici. Immaginiamo che ne sarà sottolineata la capacità di creare un aspetto molto soffice. Più in generale, crediamo che un punto di forza del progetto “Made in Filo” sia proprio il far capire quali possono essere le possibilità di sviluppo di prodotti innovativi, dimostrarne la qualità, il tipo di applicazione. La percezione tattile di un tessuto rispetto al filato cambia molto, bisogna toccar con mano per comprenderlo a fondo”.

È d’accordo con questo giudizio Elisa Salimbeni di Filatura Alma: “La nostra è un’azienda specializzata in filati fantasia, con una forte accento sull’innovazione, e ci capita spesso di studiare soluzioni specifiche insieme con i nostri clienti. “Made in Filo” ripercorre lo stesso processo: realizzare soluzioni inedite, attraverso lavorazioni particolari. Attraverso i telini di tessuto esposti a Filo ci dà quindi la stessa possibilità di valorizzare appieno gli effetti che si possono ottenere con i nostri filati. Abbiamo così l’occasione di raggiungere un pubblico più ampio dei nostri clienti abituali”.

Fa eco Italfil, che si concentra su filati in lana di alta qualità. Stefano Aglietta parte da una premessa: “I nostri prodotti sono meno “modaioli”, si indirizzano a comparti del tessile nei quali serve estrema regolarità del filato, pulizia, precisione nel colore, garanzia di sostenibilità”. E prosegue: “Un’iniziativa come “Made in Filo” è quindi per noi particolarmente interessante perché è un designer a sviluppare i nostri filati e a mostrare i risultati che si possono ottenere attraverso diverse lavorazioni. La filatura è l’anello meno “sexy” della filiera: vedere i filati attraverso il design del tessuto dà la possibilità di comunicare l’alta qualità dei nostri prodotti a un pubblico più ampio”.

“Come espositori di antica data di Filo, abbiamo aderito con entusiasmo a Made in Filo” – afferma Federico Buratti di Filati Buratti, specializzata nella produzione di filati in pura seta -. “È un progetto di grande interesse perché dalla collezione “Made in Filo” il cliente o lo stilista possono prendere spunti concreti, comprendere la trasformazione del filato in tessuto attraverso le varie lavorazioni. Aggiungo che può essere un’iniziativa utile per avvicinare i più giovani alla complessità delle lavorazioni a monte: attraverso “Made in Filo” iniziano a vedere i primi passaggi della filiera tessile che poi si concluderanno nel capo finito. Si tratta di un processo lento, non così veloce come vorrebbero i giovani”.

Anche Davifil ha destinato a “Made in Filo” un materiale frutto di ricerca e innovazione sostenibile: un filato di carta, realizzato con abaca. Spiega Christian Spirito: “Per “Made in Filo” abbiamo proposto tra gli altri un filato innovativo e sostenibile, di “carta”, ottenuto dalla fibra di canapa di Manila. Il processo di produzione per arrivare al filato, che ha le proprietà dei filati naturali, è complesso, ma dà risultati decisamente interessanti, che ci aspettiamo di veder ulteriormente valorizzati dalle lavorazioni che portano al telino di “Made in Filo”. D’altronde, la forza di tutta la filiera italiana è la fantasia, è la nostra forza nel mondo. E “Made in Filo” offre importanti elementi per rafforzarla”.

Giulia Seghezzi di Teorema aggiunge un altro punto di vista: “Il nostro è un filato ritorto e “Made in Filo” è una bella vetrina per “stupire” i nostri clienti attuali e quelli potenziali facendo comprendere gli sviluppi che si possono ottenere con una lavorazione sapiente. Con questa iniziativa Filo si conferma una fiera cruciale e sempre propositiva, perché oltre a proporre tendenze da cui prendere spunto, è un luogo di incontro, di scambi di vedute sul settore, di apertura di nuove collaborazioni”.

Conclude questo primo giro d’opinioni Alberto Fanciullacci di Comistra, azienda specializzata nella produzione di lana rigenerata. “In Comistra diamo una seconda vita a stracci e a scarti tessili trasformandoli meccanicamente in nuovi filati riciclati di altissima qualità destinati all’alto di gamma – racconta Fanciullacci – Il progetto “Made in Filo” è per noi decisamente interessante: la trasformazione del filato in un tessuto susciterà l’attenzione del compratore, che comprenderà appieno le lavorazioni che intervengono nel processo di trasformazione. Un po’ come accade nella nostra azienda, dove ogni filato che produciamo è frutto di una sapienza artigiana, tramandata da generazioni, che intreccia fibre di nuances differenti”.

(Continua)

 

Biella, 30 luglio 2025

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