skip to Main Content

BIGLIETTI DI ANDATA

55a edizione

Introduzione

A cura di Gianni Bologna

Abbiamo sin qui vissuto la nostra vita in quella che chiamavamo MODERNITA’ e poi POSTMODERNITA’. Ora si volta pagina e non possiamo più essere né moderni né postmoderni allo stesso modo poiché i codici sono cambiati. Dobbiamo ri-crearci in una forma che definirei “ibrida” per ripensare tutte le possibili simbiosi tra corpo e ambiente, tra passato e futuro, tra passione e obiettività tra incertezza e audacia e crearci grandi depositi di energia atti a sovvertire positivamente il presente e alimentare il progetto di una, o meglio di molteplici nuove CONTEMPORANEITA’, sviluppate in nuovi molteplici possibili PRESENTI.

Se vogliamo cercare il lato positivo dell’anomalia, o i vantaggi delle “mancanze” dell’oggi o i “plus” insiti nelle contingenze difficili li potremmo trovare negli stimoli che da questi possono venirci per generare un nuovo rapporto con le condizioni di lavoro e con la nostra stessa natura. Si rende allora necessario un “ri”-conoscimento dei percorsi della memoria, delle attitudini e delle capacità personali e professionali. Il problema infatti non è tanto quello di trovare delle novità ma piuttosto l’ assegnare valori nuovi all’ esistente o meglio quello di rielaborare e riqualificare le cose che sappiamo fare e, a sostegno di ciò, di sapere creare un messaggio con significati accettabili per i nuovi consumatori che sono sempre meno portatori di molti di quei codici estetici e valoriali cui l’ industria del passato, anche recente, faceva riferimento.

E’ verosimile che, al posto di un percorso lineare, ci si debba appropriare di una logica circolare o a spirale. Il contrario del progresso quindi potrebbe non essere il regresso, ma l’ingresso, ovvero il recupero dell’origine, della radice, l’abbraccio della Terra intesa come partner e non come serva. Con una mano tesa sulla fronte per scrutare il “dopo”. Visto che un “dopo” c’è sempre.

{RI-} CREARE

Sezione ispirata agli artigianati artistici e al fai-da-te, in parte alle “certezze del passato prossimo” o alle immagini famigliari nonché a quelle imperfezioni che giocano su una naturalezza sofisticata che esprime innanzitutto spontaneità.

Capi senza stagione e senza tempo che esprimono la tranquillizzante continuità con le nostre tradizioni manuali artigianali e artistiche che dell’ Italia e dell’Europa hanno fatto una miniera di eccellenze locali, circoscritte, ancorate al territorio ma che ogni volta che sono “riscoperte”, ripensate, rielaborate e comunicate al resto del mondo assurgono al rango di nuovi standard del “bello”.

Nei filati sono presenti tipologie con

1° parte – lana e cotone con aspetti medi e corposi. Aspetti melange e screziati leggeri. La leggerezza è pyre rappresentata in filati testurizzati anche melange e in due tipi di mohair con pelosità non eccessiva .

2° parte – sezione eminentemente naturale cotoniera per camiceria e per pesi medi interstagionali. Gli aspetti più interessanti sono quelli che prevedono miste con lino, ramié, viscose in fiocco, cupro . Si tratta di filati in genere lineari con rare presenze di screziature e di una ciniglia appiattita per ricordare l’ aspetto e la mano del velluto e del fustagno.

3° parte – i filati sono prevalentemente opachi con stoppini in lana, con velli e aspetti simili, anche con man made testurizzati, cordonetti non molto ritorti, micro bottoni su filati melange e filati con sezioni di ondé visibili. Note lucide date da rayon, poliammide e acetato per aspetti metallo/plastici, filato “estremo” di fantasia a pelo molto visibile e un bouclè decisamente corposo.

{RI-} PENSARE

Ispirato alla semplicità, alla compostezza, alla misura proprie di uno stile “tranquillo” che trasforma la vita di tutti i giorni in un ambiente estetico a cavallo tra ieri ed oggi, in un tempo sospeso e liquido. Nessuna “esibizione” fine a se stessa ma una discrezione quasi oltranzista che genera un atteggiamento confortante e che per il fatto stesso di non essere “visibile” è una difesa dalla “competitività” insita nello show-off visto che, se competitivi si deve essere, è meglio esercitarsi in un campo più producente, magari quello della qualità intrinseca e del consumo cosciente e durevole.

Tessuti che sono al contempo eleganti e anti-eleganti ma sono soprattutto “convincenti” in quanto tali ed evocano uno stile senza tempo fatto proprio da chi li indossa con certezza e una gran dose di sofisticata noncuranza. Questo intendimento si riflette nelle disegnature rigorose tendenzialmente a rapporti piccoli dei tinti in filo e dei riservati che ritrovano un ruolo decisamente più importante rispetto agli stampati delle scorse stagioni.

I filati sono molto simili nelle due sezioni donna e uomo. L’ ispirazione sostanziale quasi ininterrotta è quella a tipologie e disegnature unisex che comprendono aspetti opachi o al massimo semilucidi e miste di fibre naturali, anche nobili come velli e sete, con man made di alta qualità. Ci sono accenni di lucidità metalliche e piccole presenze di luci vitree dati dai monofil di poliammide. Lane e cotoni puri e in mischia intima, lini precipuamente in miste di filato in aspetti molto classici uniti e tinti in tops. Continuiamo anche i finissaggi appena visibilmente plastificati e “stone” cosi come alcuni double-face alleggeriti .

{RI-} PARTIRE

Dedichiamo questa parte ad uno stile che non è sportswear e non è neppure eleganza formale. E’ qualcosa a metà strada, è uno stile ibrido, circolare e mobile che usa il comfort dello sport urbano e lo mescola con le linee e i materiali sofisticati del formale da “occasione” (a volte quasi “da sera”) e che prende in considerazione il materiale tecnico più avanzato e performante ma lo rielabora pensando a tante immagini di film tra fantascienza e glamour, tra un domani narrativo e un oggi molto attivo, inventando un gioco di flash back e utopia, di divertimento e di un futuro da cui si punta ad eliminare soprattutto gli aspetti che creano apprensione e inquietudine.

Ovviamente trattasi di una parte in cui le tipologie man made prevalgono sulle altre, anche se qualche elemento naturale è presente proprio per testimoniare che il processo della creazione di fibre, filati e tessuti in qualche modo deve tenere conto delle implicazioni e delle limitazioni di una produzione il più possibile eco-compatibile. Senza dimenticare inoltre che su queste basi, siano esse con o senza componente naturale di mischia, si innestano tutti i plus importanti delle nuove tecnologie.

CARTELLE COLORE

Back To Top