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La sostenibilità è un processo virtuoso”: inaugurata la 51a edizione di Filo

“La sostenibilità è un processo virtuoso”: inaugurata la 51a edizione di Filo

Si è svolta oggi al Palazzo delle Stelline di Milano l’inaugurazione della 51a edizione di Filo, Salone internazionale dei filati e delle fibre. La fiera si conclude domani 28 febbraio 2019.

Alla tavola rotonda di inaugurazione dal titolo “La sostenibilità è un processo virtuoso” sono intervenuti:

– Carlo Piacenza, presidente dell’Unione Industriale Biellese
– Bruna Santarelli, Ufficio Tessile e Abbigliamento Ice-Agenzia
– Mauro Scalia, Director Sustainable Businesses Euratex
– Pier Francesco Corcione, AD Assoservizi Biella – Filo
– Laura Specchio, presidente della Commissione Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Attività produttive, Commercio, Risorse umane, Moda e Design del comune di Milano

A introdurre i lavori è stato Paolo Monfermoso, responsabile di Filo, che ha presentato nell’occasione il “Progetto sostenibilità” di Filo: “La gran parte delle nostre aziende tessili mettono già in atto processi di produzione sostenibili, ma è un dato che spesso sfugge al grande pubblico. Per questo abbiamo deciso di proporre ai nostri espositori un progetto che porterà alla realizzazione di una “Area Sostenibilità” di Filo, uno spazio dedicato ai prodotti ottenuti da processi produttivi sostenibili, con l’esplicitazione – volontaria e autocertificata – delle varie fasi produttive realizzate in modo sostenibile, sia in ambito ambientali sia sociali”.

Per Carlo Piacenza, presidente dell’Unione Industriale Biellese “Sostenibilità è in primo luogo tracciabilità. Noi imprenditori manifatturieri abbiamo una responsabilità: garantire la tracciabilità dalla materia prima al prodotto finito. È un impegno nel quale primeggiano i paesi manifatturieri e in particolare i distretti tessili, che hanno un controllo totale dell’intero processo di produzione. Il nostro dovere di imprenditori tessili è arrivare a produzioni che abbiano un impatto ambientale tendente a zero. Se posso poi aggiungere al dibattito una piccola provocazione, vorrei invitarvi a riflettere sull’economia circolare. In teoria è un concetto molto interessante, ma anche qui la tracciabilità è un aspetto cruciale perché si rischia di rimettere in circolazione prodotti che non sono minimamente sostenibili”.

Bruna Santarelli ha portato nel dibattito la visione internazionale di Ice-Agenzia. E ha ricordato che proprio dai paesi emergenti – che sono al tempo stesso fornitori e mercati di sbocco per le aziende italiane – arriva una richiesta sempre più pressante di prodotti tessili sostenibili.

Secondo Mauro Scalia, direttore Affari sostenibili di Euratex, “la sostenibilità è un processo virtuoso perché è una risposta reale a bisogni della società e dell’economia, bisogni su cui chi fa leggi è chiamato a rispondere. Possiamo dire che “la sostenibilità è la nuova qualità”, un elemento che si aggiunge all’alta qualità dei prodotti delle aziende, che permette di distinguersi sui mercati globali. In questo momento, il tessile-abbigliamento ha un’immagine negativa, è considerato un settore che consuma molte risorse. Il nostro compito è portare chiarezza nel dibattito, mostrare esempi positivi di produzione tessile sostenibile. Nel 2019 la nostra azione si concentra perciò su alcuni argomenti prioritari, come l’economia circolare, la legislazione sui prodotti chimici, l’inquinamento da microplastiche, il rispetto delle regole per creare un level playing field, le opportunità di collaborazione che si aprono per le aziende tessili in questo contesto. Tutto ciò per far sì che la risposta delle aziende intercetti la domanda di parte dei consumatori e sicuramente del legislatore. Euratex, in Italia attraverso Smi, raccoglie questi esempi virtuosi, di cui una fiera come Filo fa certamente parte”.

“Il Progetto sostenibilità di Filo si articola su due livelli – ha affermato Pier Franceso Corcione, amministratore delegato di Asso Servizi Biella-Filo – Da una parte è una sostenibilità di processo, che include un uso responsabile della chimica, una riduzione del consumo di acqua e di energia; dall’altra però è una sostenibilità nelle relazioni sociali, nel rapporto con i fornitori, con i dipendenti e con il territorio. Le aziende devono impegnarsi a costruire un modello di sostenibilità sociale, nel quale si occupano e si preoccupano dell’ambiente che hanno intorno e delle persone che lì vivono. Non c’è altra strada perché dobbiamo essere consapevoli che questo approccio, forse non semplice per le aziende, ci porta a primeggiare sui mercati, mentre la politica dei piccoli passi e della visione corta ci porta solo all’irrilevanza”.

Infine, Laura Specchio, presidente della Commissione Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Attività produttive, Commercio, Risorse umane, Moda e Design del comune di Milano, ha portato il saluto dell’amministrazione milanese, sottolineando come “Filo chiude idealmente la Settimana della moda di Milano. Ma in realtà, il comparto è la genesi di tutto il settore e le sfilate sono il frutto di un’eccellenza che qui nasce”.

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