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La Cerimonia di apertura di Filo66: “Tessere il Futuro L’equilibrio per una filiera tessile e moda più forte, più competitiva”

COMUNICATO STAMPA
Si è svolta stamani a Fiera Milano Rho – Padiglione 24 la cerimonia di apertura della 66a edizione
di Filo, dal titolo: “Tessere il Futuro: l’equilibrio per una filiera tessile e moda più forte, più
competitiva”.
Il tema di una filiera sempre più unita, innovativa e responsabile è una delle sfide principali per il
futuro del tessile-moda. E la discussione nel corso della Cerimonia di apertura ne ha evidenziato le
sfaccettature, le opportunità di crescita e di innovazione, interrogandosi su quale sia il punto di
equilibrio – un equilibrio sempre dinamico, come ha sottolineato Sergio Tamborini – che possa
renderla più compatta, forte e competitiva.
La relazione introduttiva è stata svolta da Paolo Monfermoso, responsabile di Filo: “Il settore
attraversa un momento complesso, con situazioni che variano da azienda ad azienda. Per quanto
riguarda Filo, sia il numero degli espositori di questa 66a edizione, che è in linea con l’edizione di
febbraio, e le presenze di buyer già registrate stamani fanno sperare in buoni risultati”.
Mentre Pier Francesco Corcione, Direttore generale dell’Unione Industriale Biellese, ha
affermato: “La 66a edizione di Filo conferma il valore delle fiere B2B come strumenti concreti di
sviluppo per le imprese: in un mercato che richiede sempre maggiore capacità di innovazione e
collaborazione, è fondamentale creare occasioni di incontro qualificate. Filo mette al centro la
filiera tessile, favorendo il dialogo tra tutti i suoi protagonisti e valorizzando competenze,
sostenibilità e ricerca. E dalla forza della filiera che nasce la competitività del settore, ed è questo il
patrimonio che la nostra manifestazione continua a promuovere e rafforzare: le imprese”.
Emanuele Ramella Pralungo, Presidente della provincia di Biella, ha salutato i partecipanti a
Filo66: “Sono particolarmente felice di essere qui a Filo, una fiera che propone l’eccellenza dei
filati e del Made in Italy. Da politico e da amministratore, sono convinto che il Made in Italy vada
preservato concretamente, affrontando le problematiche che il settore incontra ricercando soluzioni
quanto più possibile condivise. Sono convinto che riunire le categorie intorno a un tavolo sia
sempre il modo migliore e più veloce per arrivare a una sintesi su problemi complessi. Velocizzare
le decisioni significa anche saper riconoscere che a volte è meglio affidarle all’ente più vicino al
territorio, come le province, invece che centralizzarle”.
Fulvia Bacchi, CEO di Lineapelle, ha ribadito il valore della “sinergia che abbiamo costruito con
Filo, nel rispetto dell’identità e delle specificità di ciascuna fiera. Le nostre fiere sono importanti e
vanno valorizzate”.
Per parte sua Matteo Masini, Dirigente Ufficio Beni di consumo, ICE-Agenzia per la promozione
all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha sottolineato il sostegno dell’Agenzia
all’internazionalizzazione delle imprese italiane e il lungo percorso di collaborazione con Filo: “Filo
ha fatto un notevole percorso di crescita in questi ultimi anni, lo posso testimoniare direttamente per
aver seguito il suo sviluppo. Quest’anno ICE compie cento anni, un traguardo significativo. Allora
come oggi, la nostra attività è dare supporto alle imprese nel processo di internazionalizzazione. Per
quanto riguarda le fiere, il nostro lavoro non consiste solo nell’organizzare le delegazioni di buyer,
ma si estende su tutto l’anno: i nostri uffici nei diversi paesi sono una porta di accesso a mercati
spesso complessi.
La seconda parte della Cerimonia di apertura di Filo66 è stata dedicata alla discussione della tavola
rotonda moderata da Laura Ricardi, responsabile Ufficio stampa Uib. Nella sua introduzione,
Ricardi ha citato numeri che spiegano la centralità del tessile-abbigliamento italiano: il settore
rappresenta circa il 30% della produzione europea, confermandosi il principale produttore
dell’Unione europea, il secondo esportatore europeo e il quinto mondiale. Il fatturato nel 2025 è
stato di 58,39 miliardi, con circa 37.500 imprese e più di 372mila addetti. Dai dati, si è poi passati
alla discussione, a partire dalle domande di Ricardi, che si incentrano in sintesi sulla questione:
“Equilibrio della filiera: cosa significa? Come trovare un punto ottimale di bilanciamento tra diversi
fattori per mantenere la filiera compatta, competitiva e forte?”. Ecco le risposte dei relatori.
Michele Pozzi, Direttore Commerciale Linificio e Canapificio Nazionale, ha proposto una sintesi
molto chiara ed efficace del tema: “La sostenibilità non è un traguardo individuale, ma un percorso
collettivo. Nel mondo del lino, il futuro appartiene alle filiere capaci di essere unite, trasparenti,
innovative e responsabili. Perché quando una filiera è coesa, non produce soltanto fibre, filati,
tessuti o prodotti finiti. Produce fiducia. E la fiducia è la materia prima più preziosa per costruire il
tessile del futuro”.
Cesare Cigolini, Dirigente Achille Pinto, ha sostenuto: “L’equilibrio nella filiera si raggiunge
sostenendo le piccole imprese artigianali – quelle che rappresentano il “core” del Made in Italy.
Significa integrare le piccole imprese con il loro contenuto di innovazione e creatività nella filiera,
in modo da garantire loro la capacità organizzativa e finanziaria per rispondere alle richieste dei
brand in termini di sostenibilità e tracciabilità. In sintesi, significa crescere insieme, grandi e
piccoli”.
Stefano Aglietta, Presidente Sezione Filature dell’Unione Industriale Biellese, si è soffermato in
particolare sulle problematiche affrontate dagli anelli a monte, fondamentali: “Nella filatura,
l’equilibrio di una filiera forte passa dalla capacità di preservare anche gli anelli più fragili della
catena produttiva. Se negli anelli a monte si assottigliano competenze, specializzazioni e quella
biodiversità imprenditoriale che rende unico il nostro sistema, si indebolisce l’intera catena
produttiva. Questo richiede la disponibilità a riequilibrare il rapporto fra prezzo e valore aggiunto
lungo la filiera, riconoscendo che l’impresa non genera solo profitto, ma anche lavoro, coesione e
benessere per il territorio. Guardando al futuro, immagino una filiera orientata a un equilibrio di
sviluppo: non una crescita infinita, ma un modello capace di bilanciare creazione di valore, uso
responsabile delle risorse e redistribuzione della ricchezza sul territorio.”
Marco Bortolini, Vice Presidente dell’Unione Industriale Biellese per lo Sviluppo delle Filiere
Industriali, ha sottolineato la necessità di sostenere le aziende di fronte all’aumento dei costi: “La
nostra filiera tessile conserva al suo interno competenze, per anni date per scontate e scarsamente
valorizzate, che oggi sono finalmente considerate strategiche per la sopravvivenza del sistema.
Sostenibilità, sia in chiave ambientale che sociale, creatività, “artigianalità industriale” sono un
unicum delle nostre imprese. Purtroppo l’aumento dei costi di materie prime, energia e lavoro grava
soprattutto sulle aziende manifatturiere e sui trasformatori, proprio nel segmento della filiera dove il
valore aggiunto è più compresso e dove si costruiscono le fondamenta del prodotto. Se questi costi
continuano a erodere margini e capacità di investimento, senza un intervento concreto nel lungo
periodo da parte della politica, l’equilibrio resta sbilanciato. Dalla nostra parte, stiamo lavorando
affinché nuovi criteri che valorizzino sostenibilità, competenze e innovazione lungo tutta la filiera,
anche nel prezzo, possano far emergere maggiormente il valore della manifattura lungo tutta la
filiera. In prospettiva, mi immagino che anche il consumatore debba essere parte di questo
equilibrio, riconoscendo il valore reale del prodotto acquistato anche per la sua tenuta sociale.
Dobbiamo sempre ricordarci che il sistema industriale, composto per il 99% da Pmi, è la spina
dorsale della nostra società”.
Patrizia Salemi, responsabile HR di Vimar 1991, ha riaffermato la centralità delle risorse umane:
“La competitività della filiera tessile passa dalle persone. Il mercato del lavoro è cambiato e anche
la manifattura deve evolvere: dobbiamo riuscire a custodire e trasmettere un savoir-faire
straordinario, creando allo stesso tempo organizzazioni capaci di rispondere alle aspettative delle
nuove generazioni. Tecnologia e intelligenza artificiale cambieranno il nostro modo di lavorare, ma
saranno ancora le persone a fare la differenza.”
Sergio Tamborini, Past President Confindustria Moda, ha ribadito l’importanza della
collaborazione: “La forza del tessile italiano nasce dalla filiera e dalla capacità di tenere insieme
competenze, qualità, innovazione e territorio. Oggi dobbiamo ritrovare un nuovo equilibrio tra
monte e valle, sostenibilità e competitività, innovazione e saper fare manifatturiero. La transizione
verso un’economia circolare è un’imperdibile opportunità industriale. Nessuna impresa può
affrontare da sola questa trasformazione: il futuro si costruisce rafforzando la filiera e la capacità di
evolvere insieme”.
La 66a edizione di Filo si svolge il 15 e 16 settembre 2026 a Fiera Milano Rho, Padiglione 24.
Biella, 15 settembre 2026
Ufficio stampa e comunicazione
EA Team Elena Aravecchia
Via Muratori, 55 – 20135 Milano
Telefono 339 64 73 377 – 368 30 87 865

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