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CONFINDUSTRIA MODA LANCIA L’ALLARME SUL PREZZO DEL GAS

Il continuo aumento del prezzo del gas mette sotto crescente pressione l’industria tessile italiana e, in particolare, le imprese della nobilitazione tessile, uno degli anelli a maggiore intensità energetica e più strategici della filiera del Made in Italy: è l’allarme lanciato da Confindustria moda.

I numeri parlano da soli: ad agosto 2025 il prezzo del gas era pari a 35,60 €/MWh, nello stesso mese del 2026 ha raggiunto i 64,15 €/MWh, con un aumento di circa l’80% nell’arco di dodici mesi.

Il problema grava su tutta la filiera tessile, ma in particolare su tintorie, stamperie e aziende di finissaggio, per le quali il gas è una componente essenziale dei processi produttivi. La nobilitazione è un passaggio essenziale della catena produttiva tessile italiana, che contribuisce in modo determinante alla qualità, alle prestazioni e al valore aggiunto dei prodotti che rendono riconoscibile il Made in Italy nel mondo.

Come ha sottolineato Dino Masso, presidente della Sezione Nobilitazione di Confindustria Moda: “Per le nostre imprese il gas non è un costo accessorio: è una componente indispensabile del processo produttivo. Tintorie, stamperie e finissaggi stanno già affrontando una fase di mercato molto difficile e questa nuova impennata dei prezzi dell’energia rischia di rendere insostenibile la produzione. Il rischio concreto è un progressivo indebolimento di un comparto che rappresenta uno snodo indispensabile della filiera tessile italiana. Occorre intervenire subito, prima che la perdita di capacità produttiva diventi irreversibili”.

 

Biella, 30 settembre 2026

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